Podere Rota e le scatole cinesi
novembre 3rd, 2009 § 3 commenti
Una riflessione su uno dei nostri chiodi fissi: la spazzatura e le nostre magre quantità di raccolta differenziata (appena il 30,8%….) contro, per citarne uno, gli 82% e passa di quei marziani di Capannori….
U.C.H. HOLDING: gestisce la partecipazione azionaria nella STA Spa (Società Toscana Ambiente)
Elenco soci:
UNIECO SOCIETA’ COOPERATIVA 10.200,00 EURO
LA CASTELNUOVESE SOC.COOP. 10.200,00 EURO
Capitale sociale: 20.400,00 EURO
TB Spa: concessionaria del comune di Terranuova Bracciolini per la progettazione, costruzione e gestione dell’impianto di selezione compostaggio, all’interno della discarica di Podere Rota
Elenco soci:
S.T.A. S.P.A. 600.000,00 EURO
LA CASTELNUOVESE SOC.COOP. 700.000,00 EURO
UNIECO SOCIETA’ COOPERATIVA 700.000,00 EURO
CENTRO SERVIZI AMBIENTE -IMPIANTI S.P.A. 220.000,00 EURO
Capitale sociale: 2.220.000,00 EURO
STA: progetta e realizza impianti smaltimento rifiuti.
Elenco soci:
MPS INVESTMENTS S.P.A. 1.936.026,00 EURO
S.T.A. S.P.A. 309.874,00 EURO
U.C.H HOLDING S.R.L. 10.660.940,00 EURO
Capitale sociale totale:
12.906.840,00 EURO
Spunti interessanti
Unieco e Castelnuovese tengono il controllo di U.C.H. HOLDING e TB Spa alla pari, la stessa percentuale di quote. Unieco è residente a Reggio Emilia, la Castelnuovese è una società di casa nostra. Si realizza così un equilibrio tra due gruppi rilevanti dislocati su territori diversi.
In TB Spa c’è un apparente bilanciamento di potere laddove si vede che STA Spa e Centro Servizi Ambiente Impianti Spainsieme hanno una quota maggiore dei due gruppi rilevanti Unieco e Castelnuovese. Ci si rende conto però che si tratta di un bilanciamento solo apparente e che il controllo resta nelle mani dei due gruppi rilevanti quando si guarda alla partecipazione azionaria di STA Spa, dove U.C.H. Holding (cioè Unieco e Castelnuovese) ha lo strapotere.
Quindi, Unieco e Castelnuovese controllano la partecipazione azionaria di STA, la Spa che progetta e realizza impianti smaltimento.
La CSA Impianti invece ha un potere solo fittizio con la sua quota azionaria in questo gioco di scatole cinesi.
Conclusione
Cedere la gestione dei servizi pubblici a soggetti economici, che devono ricavare un profitto dalla gestione, molto difficilmente garantisce i cittadini e l’ambiente se non c’è prima un guadagno per le società coinvolte. Questo è ancora più vero in una situazione di crisi e di concentrazione di capitali.
Inoltre, la capacità tipica dei soggetti economici di ramificarsi e organizzarsi in struttura complessa elimina drasticamente la possibilità di controllo politico sul loro operato.
Per capire i problemi di Podere Rota e di altri servizi di interesse pubblico fonte di guadagno per soggetti economici (di ogni natura), bisogna partire da qui:
che guadagno c’è per queste società nella riduzione dell’ammontare di rifiuti che arrivano a Podere Rota? Che guadagno c’è nell’adozione di misure che garantiscono cittadini e ambiente, ma che non garantiscono abbastanza profitto?
ma dove siamo a fortapacs!!!
Chi ha il senso pratico dell’esistenza, sa subito dove andare a cercare il nodo essenziale dei problemi. Così Stefano ci ha chiaramente dimostrato dove sta il vero interesse e CHI c’ha questo interesse. Poteva mai non esserci la Castelnuovese di mezzo?! Quindi, il profitto non sta tanto nel garantire una gestione (che consta di diffusione del cassonetto, trsporto rifiuti e gestione quotidiana di una discarica: cioè il SERVIZIO vero e proprio reso alla comunità e giustamente retribuito dai comuni attraverso la tassa pagata dai cittadini). Il profitto sta dunque nelle QUANTITA’. Ecco perchè la riduzione dei rifiuti attraverso la differenziazione non piace al nostro Sindaco! Deve contribuire anche lui agli incassi della Castelnuovese! La ramificazione poi, ha ragione Stefano, chiude ogni possibilità di controllo: stesso sistema delle truffe operate dai vari Fiorani, Tanzi, Gnutti, Riccucci del nostro Bel Paese.
ci sarebbero gli estremi per un’inchiesta della magistratura.